L’inquinamento dovuto a polveri sottili è ormai riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio per la salute della popolazione mondiale, sia all’esterno che all’interno di case e uffici.
Queste polveri possono derivare da fonti naturali o create dall’uomo.
Una delle principali fonti di polveri sottili derivata dall’attività umana è l’utilizzo di automobili. Soprattutto con le temperature più basse e l’assenza di precipitazioni atmosferiche le polveri sottili si accumulano a terra e ci rimangono anche per diversi giorni.
Altri responsabili sono da considerarsi le caldaie, stufe a pellet e camini, che disperdono nell’atmosfera fumi e fuliggini. Allo stesso modo anche centrali termiche e processi industriali. In generale qualsiasi tipo di attività che prevede combustione va a liberare particolato nell’aria.
Per quanto riguarda le principali fonti naturali di polveri sottili sono riconducibili a incendi boschivi, attività vulcanica, erosione terrestre e il cosiddetto aerosol marino formato da sale, terra e polveri alzate dal vento.
La pericolosità delle polveri sottili è legata alla loro caratteristica principale: la dimensione ridottissima che permette a queste microparticelle di superare le difese naturali del nostro organismo. Più queste particelle sono piccole, più riescono a introdursi nel corpo, fino a raggiungere oltre ai polmoni anche il flusso sanguigno.
La concentrazione e la conseguente inalazione di polveri sottili può avere un impatto sul nostro corpo manifestando effetti immediati come ad esempio irritazione a occhi, naso e gola e problemi di respirazione, mal di testa, stanchezza e bassa concentrazione.
Ma non tutti manifestano problemi evidenti allo stesso modo. L’effetto del contatto con le polveri sottili può provocare malattie più gravi che si manifestano più nel lungo periodo.
L’esposizione alle polveri è dannosa per tutti, grandi e piccoli, ma esistono categorie di persone e luoghi nei quali il rischio è più concentrato: oltre a bambini e mamme in stato di gravidanza infatti, esiste un rischio legato all’inquinamento dentro le case. Come già detto infatti l’aria può essere persino più inquinata negli spazi domestici, ovvero dentro case, uffici e tutti gli spazi chiusi, in cui le particelle provenienti dall’esterno si sommano a quelle rilasciate dalle attività quotidiane e oggetti di arredamento. Vediamo nei dettagli i rischi legati ad ogni categoria.
La categoria maggiormente affetta da patologie provocate dalle polveri sottili sono i bambini, in quanto possono risentire degli effetti negativi già nel brevissimo periodo, e quindi durante la fase della crescita. L’inquinamento ritarda la crescita polmonare, favorisce l’asma e rallenta lo sviluppo cognitivo. I bambini, inoltre, avendo una frequenza respiratoria maggiore a quella degli adulti e il sistema respiratorio ancora non formato completamente, sono molto più esposti alle allergie.
L’inquinamento è presente anche nelle scuole e soprattutto in ufficio. Tra le principali fonti di inquinamento vi sono, infatti, stampanti, fax e fotocopiatrici, che possono determinare esposizioni a ozono e metalli pesanti. Per questo motivo chi lavora in ambienti di lavoro a stretto contatto con le comuni macchine da stampa è ad alto rischio di contaminazione sia per inalazione, sia per il contatto con la pelle del comunemente chiamato “nero fumo”.
L’aria interna è fondamentalmente la stessa di quella esterna, ma cambiano quantità e tipi di contaminanti. Alle polveri sottili e agli inquinanti esterni si aggiungono quelli propri degli ambienti interni. L’aria nelle case o comunque all’interno è in generale 5 volte più inquinata rispetto a quella esterna.
E’ possibile effettuare dei miglioramenti alla qualità dell’aria che respiriamo già seguendo delle semplici regole che possiamo cominciare a seguire già da domani come primo passo verso un’aria più sana e quindi una vita più sana.
La prima fondamentale regola è quindi quella della ventilazione, regola peraltro molto semplice da seguire: basterà infatti ricordarsi di areare l’ambiente in cui abbiamo svolto delle attività. La ventilazione ci permetterà di raggiungere due scopi: ridurre la concentrazione di inquinanti chimici e biologici e tenere sotto controllo la temperatura e l’umidità all’interno degli spazi chiusi.











