La funzione biologica indispensabile per il corpo e la mente dell'uomo è il sonno .
Nonostante l’addormentamento comporti una disattivazione generale, durante il sonno si verificano degli eventi importanti dal punto di vista biologico quali il recupero delle energie, sia fisiche che mentali e il ripristino delle forze. In linea generale, il sonno svolge numerose funzioni:
-funzione immunologica;
-recupero e riposo dai continui stimoli interni ed esterni;
-preservazione e conservazione dell’energia disponibile;
-integrità neuronale a livello delle sinapsi.
Le ore di sonno che sono alla base per migliorare le prestazioni quotidiane variano in base all’età. In età neonatale sono necessarie dalle 16 alle 20 ore al giorno di sonno, distribuito in maniera irregolare per nutrire il piccolo.
Dal 7° mese di vita, si assiste ad un graduale consolidamento del sonno nel periodo notturno. All’età di 10 anni il periodo totale di sonno è di 9-10 ore e in adolescenza si consiglia di dormire circa 7 ore.
In età adulta, complici anche i ritmi lavorativi e della vita quotidiana, in genere si osserva un’ulteriore riduzione, per cui si consiglia di dormire circa 6 ore.
Il sonno fisiologico è strettamente correlato alla plasticità neuronale: la deprivazione del sonno può interferire con l’attività dell’ippocampo e contribuire alle fasi depressive.
Possono influire negativamente sul sonno anche stati di stress lavorativo, sociale, preoccupazioni e pensieri intrusivi, provocando ai casi più acuti di insonnia.
L’insonnia può favorire la comparsa di patologie psichiatriche a causa di importanti modificazioni a livello neurofisiologico e neuroendocrino. Essa costituisce, infatti, uno dei sintomi per eccellenza della maggior parte dei disturbi psichici.
Alcuni dei disturbi che presentano una correlazione con il sonno sono:
-stati ansiosi e disturbi della personalità
-depressione e mania
-disturbi da stress correlato.
I disturbi del sonno comprendono 6 classi diagnostiche:
-insonnia;
-ipersonnia di origine centrale;
-disturbi del ritmo circadiano;
-parasonnia;
-disturbi del movimento in sonno.
L’insonnia è un sintomo riferito da parte del paziente come una difficoltà di addormentarsi, mantenere il sonno con frequenti risvegli oppure risvegli definitivi precoci. È importante sottolineare che l’insonnia è definita dalla condizione di ‘sonno disturbato’ e dalla conseguente impossibilità da parte del paziente di riconoscere il sonno come rigenerante. Essa è il più comune di tutti i disturbi del sonno; spesso è un sintomo di patologie mediche, psichiatriche e neurologiche sottostanti. Può essere secondaria ad altri disturbi del sonno o essere indotta da farmaci.
Il perdurare dell’insonnia si associa ad adattamenti comportamentali come, ad esempio, restare svegli a letto, che condizionano negativamente l’evoluzione dell’alterazione del sonno fino a connotare un quadro di insonnia cronica, che aggrava i già elevati livelli di stress diurni e potenzia ulteriormente il circolo vizioso.
I sintomi più frequenti che segnalano la presenza di un disturbo del sonno sono:
-stanchezza e svogliatezza diurna;
-mancanza d'aria;
-mal di testa mattutini;
-difficoltà a concentrarsi.
Il trattamento dell’insonnia e dei sintomi, in generale, può svolgere un effetto preventivo e protettivo rispetto alla futura possibile comparsa di psicopatologie, mentre nei disturbi già conclamati, come nel caso dei disturbi psichiatrici, esso può influire positivamente sul decorso della patologia e svolgere un effetto di prevenzione di possibili ricadute. In alcuni casi, come in quelli in cui è presente un disturbo depressivo, può essere integrato anche l’utilizzo di psicofarmaci antidepressivi associati a farmaci ipnotici, con efficacia variabile in relazione alla gravità della depressione e alla tipologia di insonnia.











